Era il 1985, sembra un’eternità, Francesco De Gregori scriveva un capolavoro intitolato La Storia, una canzone che invito tutti ad ascoltare molto attentamente, parola per parola per cogliere il sottile messaggio che ci suggerisce.
Mai come oggi le parole di De Gregori rappresentano quello che serve perché le cose cambino e lo facciano in meglio.
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
Con queste parole la canzone ci vuole ricordare che in definitiva siamo noi e noi solamente gli artefici di ogni attimo che verrà raccontato nei libri di storia oppure dimenticato.
L’immagine che ci viene passata sin dalle scuole è che la storia sia un bello spettacolo, un film ricco di colpi di scena e che noi siamo il pubblico, gratuitamente invitato ad assistere. Questo è il grande sbaglio, la storia è un grande spettacolo, ricco di colpi di scena e cambi improvvisi di rotta, noi siamo gli attori di questo spettacolare film, alcuni sono protagonisti, altri semplici compare altri ancora si vedono solo in pochissimi momenti molto ben calibrati ma fanno la differenza, comunque ognuno di noi ha una sua piccola parte e per questo non deve appunto sentirsi ne offeso ne escluso. La cosa straordinaria è che in questo film nessuno è obbligato a seguire un copione già scritto, nessuno deve per forza rimanere comparsa o protagonista, tutto può mutare e apparire al successivo fotogramma completamente differente da come lo avevamo lasciato.
…siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere…
Ecco il punto siamo noi tutti che ci mettiamo in gioco, ogni individuo gioca la sua piccola scommessa, può vincerla o perderla ma non deve mai abbandonare il gioco, mai perdere la speranza di poter domani fare la differenza per se e per gli altri perchè alla fine la storia saprà ricompensare chi ha scommesso bene, chi ha “giocato” con coraggio, con fermezza e giustizia, forse non lo farà ricoprendolo d’oro o di gloria ma in qualche strano e singolare modo lo farà.
… ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
La storia non ha nascondigli e non passa la mano, proprio per questo nessuno può sentirsi esonerato dal fare la sua parte, non è possibile nascondersi o rimandare al prossimo appuntamento, quel che si deve fare, sia un’azione immensa o minuscola, va fatto e va fatto quando il corso degli eventi lo richiede.
Non ci sono sostituti che possono prendere le nostre veci, ne permessi per “entrare alla seconda ora” la storia non aspetta, non assolve gli ignavi ne da loro seconde possibilità.
Credo che questo testo, anche se molto lontano nel tempo, rappresenti perfettamente quello che tutti noi
dovremmo fare e pretendere.
Un saluto a tutti
Deadly.
P.S.
Qui trovate la canzone completa: http://www.youtube.com/watch?v=xMXi9ftO4kI&feature=related
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domenica 13 maggio 2012
mercoledì 2 maggio 2012
Hunger Games
Voglio parlarvi di un film che ho visto la sera del 30 aprile al cinema e che merita un post a mio avviso.
Come suggerito dal titolo il film in questione è Hunger Games, si tratta di un film che a prima vista si potrebbe anche definire di fantascienza-azione e in effetti è ambientato in un futuro diciamo post nucleare e di azione se ne vede parecchia. Detto questo però, dopo una visione attenta e "intelligente", si capisce chiaramente che al regista interessava ben poco della storia, sviluppata peraltro bene sia chiaro, e che il fulcro del film è il messaggio che ci vuole trasmettere.
Il film è intriso di riferimenti alla nostra società, al modo di fare spettacolo e tv, ai miti che oggi animano i salotti e la fantasia dei ragazzini, non mancano critiche molto evidenti al diffusissimo atteggiamento di disapprovazione ma sudditanza.
E' ormai pratica più che comune agire in modo sbagliato consapevolmente perchè "lo fan tutti" oppure perchè "non potevo far altro" anche quando altro si poteva e si doveva assolutamente fare. Così assistiamo silenziosi ad atti di mobbing in ufficio senza ribellarci solo perchè non vengono rivolti contro di noi, alcuni si spingono anche a giustificarli/approvarli per apparire più "professionali" agli occhi del capo.
Un altro aspetto molto ben analizzato è la tendenza dell'essere umano a compiere atti inimmaginabili e orribili se messo nel contesto adatto.
Quanti di voi hanno pensato più volte ai dottori che, nella Germania nazista, sopprimevano i disabili dentro i manicomi somministrando loro medicinali nocivi o per denutrizione, costoro sapevano benissimo cosa stavano facendo ma lo facevano ugualmente, non si ribellavano eppure, molto probabilmente, non tutti erano d'accordo e comunque non tutti avrebbero commesso simili atrocità se non indotti dal regime.
Forse molti di voi pensando a costoro si diranno "io non lo farei, non potrei mai arrivare a tanto" e poi ogni piccolo e insignificante giorno commettono mille micro-azioni sulla stessa scia, certo infinitamente meno gravi, assolutamente non violente ne illegali ma altrettanto indicatrici di quello che, in determinate situazioni, farebbero.
In questo senso il film mostra molto bene questo lato umano, pur rimanendo a tutti gli effetti un film di azione può e deve a mio avviso essere visto come un film che trasmette un chiaro e forte messaggio sociale.
Soprattutto in questi tempi di grande crisi e incertezza certi punti saldi si potrebbero rivelare al dunque meno saldi di quanto crediamo, un domani un po' più incerto di oggi potremmo svegliarci e scoprire di essere un po' peggiori di quanto crediamo e un po' più pronti ad assecondare un sistema assetato solamente di show e spettacolo anche a costo della nostra distruzione.
Molto importante e profonda la riflessione che il regista fa sul poter cambiare il corso delle cose pur essendo non speciali, semplici ingranaggi di un meccanismo che però in quel preciso istante ha bisogno proprio di noi. Il messaggio molto chiaro e diretto è a tutti coloro che non fanno assolutamente nulla per cambiare le cose, pur non approvandole, nascondendosi dietro il vecchio " ma io che ci posso fare, non sono mica uno che può cambiare il mondo", certo il mondo non cambierà domani a seguito di una nostra singola azione e forse nemmeno a seguito di una singola azione compiuta da migliaia di individui, è però giusto e doveroso agire nel senso che si ritiene più corretto secondo la propria coscienza e morale indipendentemente da quello che fanno tutti gli altri o da quanto noi si sia persona importante o "insignificante".
Il mondo e le sue regole sono un insieme di miliardi di esseri minuscoli, noi appunto, e anche una piccola azione nel verso opposto a quello della massa può rappresentare un inizio, ognuno di noi ha il dovere, se può, di compierla.
Consiglio a tutti la visione di questo film che, anche se dal trailer può apparire banale e solo un insieme di effetti speciali, non è assolutamente così e presenta una chiave di lettura profonda e molto diretta, ricca di riferimenti ai nostri difetti e al declino di oggi.
Buona visione a tutti.
Deadly
Come suggerito dal titolo il film in questione è Hunger Games, si tratta di un film che a prima vista si potrebbe anche definire di fantascienza-azione e in effetti è ambientato in un futuro diciamo post nucleare e di azione se ne vede parecchia. Detto questo però, dopo una visione attenta e "intelligente", si capisce chiaramente che al regista interessava ben poco della storia, sviluppata peraltro bene sia chiaro, e che il fulcro del film è il messaggio che ci vuole trasmettere.
Il film è intriso di riferimenti alla nostra società, al modo di fare spettacolo e tv, ai miti che oggi animano i salotti e la fantasia dei ragazzini, non mancano critiche molto evidenti al diffusissimo atteggiamento di disapprovazione ma sudditanza.
E' ormai pratica più che comune agire in modo sbagliato consapevolmente perchè "lo fan tutti" oppure perchè "non potevo far altro" anche quando altro si poteva e si doveva assolutamente fare. Così assistiamo silenziosi ad atti di mobbing in ufficio senza ribellarci solo perchè non vengono rivolti contro di noi, alcuni si spingono anche a giustificarli/approvarli per apparire più "professionali" agli occhi del capo.
Un altro aspetto molto ben analizzato è la tendenza dell'essere umano a compiere atti inimmaginabili e orribili se messo nel contesto adatto.
Quanti di voi hanno pensato più volte ai dottori che, nella Germania nazista, sopprimevano i disabili dentro i manicomi somministrando loro medicinali nocivi o per denutrizione, costoro sapevano benissimo cosa stavano facendo ma lo facevano ugualmente, non si ribellavano eppure, molto probabilmente, non tutti erano d'accordo e comunque non tutti avrebbero commesso simili atrocità se non indotti dal regime.
Forse molti di voi pensando a costoro si diranno "io non lo farei, non potrei mai arrivare a tanto" e poi ogni piccolo e insignificante giorno commettono mille micro-azioni sulla stessa scia, certo infinitamente meno gravi, assolutamente non violente ne illegali ma altrettanto indicatrici di quello che, in determinate situazioni, farebbero.
In questo senso il film mostra molto bene questo lato umano, pur rimanendo a tutti gli effetti un film di azione può e deve a mio avviso essere visto come un film che trasmette un chiaro e forte messaggio sociale.
Soprattutto in questi tempi di grande crisi e incertezza certi punti saldi si potrebbero rivelare al dunque meno saldi di quanto crediamo, un domani un po' più incerto di oggi potremmo svegliarci e scoprire di essere un po' peggiori di quanto crediamo e un po' più pronti ad assecondare un sistema assetato solamente di show e spettacolo anche a costo della nostra distruzione.
Molto importante e profonda la riflessione che il regista fa sul poter cambiare il corso delle cose pur essendo non speciali, semplici ingranaggi di un meccanismo che però in quel preciso istante ha bisogno proprio di noi. Il messaggio molto chiaro e diretto è a tutti coloro che non fanno assolutamente nulla per cambiare le cose, pur non approvandole, nascondendosi dietro il vecchio " ma io che ci posso fare, non sono mica uno che può cambiare il mondo", certo il mondo non cambierà domani a seguito di una nostra singola azione e forse nemmeno a seguito di una singola azione compiuta da migliaia di individui, è però giusto e doveroso agire nel senso che si ritiene più corretto secondo la propria coscienza e morale indipendentemente da quello che fanno tutti gli altri o da quanto noi si sia persona importante o "insignificante".
Il mondo e le sue regole sono un insieme di miliardi di esseri minuscoli, noi appunto, e anche una piccola azione nel verso opposto a quello della massa può rappresentare un inizio, ognuno di noi ha il dovere, se può, di compierla.
Consiglio a tutti la visione di questo film che, anche se dal trailer può apparire banale e solo un insieme di effetti speciali, non è assolutamente così e presenta una chiave di lettura profonda e molto diretta, ricca di riferimenti ai nostri difetti e al declino di oggi.
Buona visione a tutti.
Deadly
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